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Ultimo aggiornamento: 14:52

di Stefano Milano (Libreria Ubik Savona)

Correva l’anno 1926, esattamente cento anni fa. Nell’auto che viaggiava in piena notte verso Savona, evitando fortunosamente alcuni posti di blocco, c’erano un giovane Adriano Olivetti alla guida, e insieme a lui Filippo Turati, Carlo Rosselli e Ferruccio Parri.

Il vecchio leader socialista Turati fuggiva dai piantonamenti e dalle minacce continue delle milizie. Si doveva evitare la stessa sorte subita già da Matteotti, Gobetti, Amendola, uccisi proprio per mano fascista. Li aspettava a Savona un giovane avvocato socialista, Sandro Pertini, che qualche giorno prima era stato aggredito e ferito da un gruppo di fascisti. L’intento era espatriare in barca verso la Corsica francese libera. Il regime di Mussolini in quegli anni aveva svoltato in senso autoritario: devastazione di sedi sindacali, carcere per i dissidenti, scioglimento dei partiti di opposizione, giornali sotto controllo. Era il periodo delle repressive ‘leggi fascistissime’, tra queste il divieto di espatrio.