Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
10 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:10
In una città con pochi momenti di gioia il tempo del ricordo viene scandito, almeno nel Novecento, dal calendario delle stragi, dei delitti eccellenti e degli anniversari dei processi. Anzi del processo. Perché quello iniziato il 10 febbraio 1986 non era un processo ma il processo. Anzi il maxi. Il più grande procedimento penale mai celebrato contro la mafia. Il primo che i magistrati poterono affrontare con una consapevolezza sulle strutture, le pratiche, la conoscenza delle regole di Cosa Nostra.
Il 10 febbraio 1986, anche per questo motivo, segnò un prima e un dopo. Non si giudicavano solo i 475 imputati, il maxi andava oltre. Giudicava la credibilità di Buscetta, il lavoro del pool antimafia. Avrebbe segnato la capacità dello Stato di combattere, per la prima volta, il fenomeno mafioso e la capacità delle istituzioni di rendere persino possibile la rottura di alcuni miti fondanti di Cosa nostra siciliana: l’omertà, la segretezza e l’impunibilità.










