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7 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 7:50
L’Italia dalla nascita della Repubblica, dopo l’amnistia per i fascisti voluta da Togliatti, ha smesso di fare i conti con il fascismo, archiviato troppo presto come morto; i fascisti invece non se ne sono mai andati, semplicemente hanno operato con modalità diverse, anche con le bombe, a seconda del momento storico. Poi il nostro Paese, con il passaggio dalla seconda alla terza repubblica – quindi negli ultimi vent’anni circa, quella fase in cui si consolida sempre di più la criminalità istituzionale – ha archiviato la centralità delle mafie e della corruzione e non ha fatto i conti con la questione morale, che si è geneticamente modificata sul piano politico.
La riflessione che però ora vorrei fare è questa. Sembra che in Italia per l’opposizione sia sufficiente limitarsi a sconfiggere il centrodestra mettendo magari persone più potabili politicamente – per cui non ci vuole uno stratega – dei vari La Russa, Delmastro, Lollobrigida, Salvini, Santanchè, Donzelli. Ma il campo largo vuole davvero cambiare il sistema o ne è parte integrante?






