Roma, 20 mar. (askanews) – “I dati del rapporto ci dicono che non siamo in una situazione di emergenza ma in un cambio strutturale del clima specialmente nel centro Italia. Sono sette anni che il bacino è in deficit dal punto di vista delle piogge, le temperature sono sempre più alte, sopra la media abbondantemente. Il dato critico è l’assenza della neve ormai scomparsa dagli Appennini, per il terzo anno consecutivo siamo a -80 per cento. Questo significa mancanza di risorse per il periodo primaverile estivo, dove la neve è importante per ricaricare la falde e tutte le fonti d’acqua necessarie per i fabbisogni. Quindi una situazione che non va gestita come una emergenza ma va governata con un monitoraggio attento del territorio ed è quello che stiamo facendo con l’annuario che dimostra un grado di conoscenza capillare per poter decidere e insieme a questo mettere in campo gli interventi per far fronte a questo cambio strutturale. Interventi che sono di vario tipo: si va dalla riduzione delle perdite, all’aumento delle connessioni a nuovi bacini. Tutte attività necessarie per rendere il sistema più efficiente, resiliente e dare l’acqua al territorio. Abbiamo un deficit di almeno 300 milioni di litri ogni anno rispetto a quello di cui avremmo bisogno”.
Acqua, Casini (Aubac): non emergenza ma situazione va governata
Rapporto 2025 Italia centrale: cambio strutturale clima








