Roma, 19 mar. (askanews) – La scarsità idrica nel Distretto dell’Appennino Centrale rappresenta ormai una tendenza strutturale, non più una sequenza di eventi eccezionali. E per rispondere a questa nuova normalità climatica è necessario portare avanti oltre 500 interventi strutturali per 8,46 miliardi di euro nel periodo 2024-2030, destinati a nuovi invasi, riduzione delle perdite, riuso delle acque reflue e interconnessioni. È questo il quadro che emerge dal Rapporto “Dati climatici e risorse idriche 2025”, elaborato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale (AUBAC) e presentato oggi presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma.

Il documento analizza un’area di oltre 42.000 km² che comprende sette regioni e nove milioni di abitanti. I dati del 2025 evidenziano una situazione critica diffusa: le precipitazioni medie distrettuali si sono attestate al -12,5% rispetto alla norma storica, con deficit marcati in Abruzzo e Marche (-15%) e nel Lazio (-13%). Tuttavia la quantità di pioggia racconta solo una parte della storia. Nel corso dell’anno si sono registrati 843 eventi di pioggia intensa con il 51% concentrati nel solo Lazio. Piogge rare, poi violente: esattamente il regime che non permette la ricarica delle falde sotterranee.