Nessuno lo chiamava mai per nome. Era il Capo con la “c” maiuscola o il Segretario con la “s” maiuscola. A metà anni Novanta si può dire che la sua casa fosse in via Bellerio. Viveva all’ultimo piano della grande palazzina gialla, in fondo a una strada senza uscita. Davanti lo stradone che divide Affori da Niguarda, due quartieri popolari verso la Comasina, il regno, del bandito Renato Vallanzasca.
La storica sede della Lega in via Bellerio era una ex sede di uffici, un tempo di qualche azienda che già in quegli anni aveva cominciato ad abbandonare la periferia milanese.










