Umberto Bossi aveva un "istinto politico incredibile, che l'aveva portato a leggere in anticipo la rottura tra un pezzo di ceto produttivo del Nord e il governo centrale", era "incontenibile, fuori da qualsiasi schema" e viveva in un "appartamento spartano che trasudava" la sua "vitalità vorace e per certi aspetti esasperata".
E' quasi una elegia, quella di Massimo D'Alema, che per ricordare il Senatùr fondatore della Lega, sul Corriere della Sera, sparge una bella dose di veleno postumo su Silvio Berlusconi, l'altro grandissimo protagonista degli anni Novanta italiani e del passaggio tra Prima e Seconda Repubblica.
LAURA BOLDRINI INSULTA UMBERTO BOSSI DOPO LA MORTE: "VIOLENTO, SESSISTA, RAZZISTA"
Tutta la politica si è unita nel ricordo di Umberto Bossi, il fondatore della Lega che è scomparso ieri, g...
L'ex segretario del Pds ricorda la rottura nel 1994 tra Bossi e il Cav. Secondo Fedele Confalonieri, le cui parole sono riportate nel retroscena di Francesco Verderami sempre sul Corsera di oggi, fu l'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro a premere, interessato alla fine del primo governo Berlusconi e a un riequilibrio delle forze politiche in gioco (con preferenza per il centrosinistra). Secondo molti altri retroscenisti dell'epoca, dietro c'era invece proprio Baffino, che però smentisce.












