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19 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 21:55
I figli, croce e delizia che non sono eredi politici. I genitori, ispirazione e complicità. Le donne, sempre al fianco. La famiglia, in senso lato: primo e forse unico cerchio magico nella vita di Umberto Bossi, politico vero, uomo complesso, sin dai primi anni di vita. Nella cascina di Cassano Magnago c’era la “scarna ma giusta biblioteca di nonna Celesta”, e lì trovò un libricino di Massimo D’Azeglio, Lega Lombarda – Romanzo storico del secolo XII. A tanti anni di distanza, Umberto Bossi ci poteva vedere una premonizione, ma la sua coscienza politica, raccontava il Senatùr, origina dall’ascolto del padre Ambrogio. “Era un tessitore di Gallarate, mi diceva sempre: qui c’è un sacco di gente, imprenditori, lavoratori, che non sono contenti, ma nessuno ha il coraggio di dire come stanno davvero le cose. Allora, alla fine degli anni ’70, quando mi sono trovato a fare politica, quelle cose le ho dette io“, spiegò in un’intervista il fondatore della Lega Nord.
Ida Valentina Mauri, la mamma, era l’altra colonna di una famiglia che ha fatto i conti con la povertà nella realtà agricola di Cassano Magnago, un “boom vissuto al contrario”, ricordava spesso Bossi. Una donna minuta ma tutta d’un pezzo, veniva descritta, sempre lontana dalla ribalta ma pronta, una decina di anni fa, ad affrontare a muso duro una troupe televisiva che le aveva citofonato nel mezzo della bufera giudiziaria sui conti del Carroccio, per difendere il primogenito. Lei e Bossi si intendevano con uno sguardo. Sin da quando era un ragazzino, “un ragazzo della via Gluck“, come si descriveva lui, “un piccolo teppista” e “un po’ scapestrato”. Il primo di una serie di lavori umili è in lavanderia (“Mettevo la candeggina nella lavatrice”), dopo la maturità scientifica nel biennio di scuole serali (“Un tour de force alienante”), gli studi all’università di Pavia, interrotti per motivi economici o per la politica, a seconda delle ricostruzioni, prima di riuscire a diventare ginecologo. Nella biografia sul sito del governo, nel 2004, è “specializzato in elettronica applicata alla medicina“.













