Umberto Bossi, soprannominato il “senatur”, fondatore della Lega Nord e figura chiave della Seconda Repubblica italiana, è morto. Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago (Varese), Bossi ha segnato la politica italiana con il suo federalismo padano, l’anti-centralismo romano e slogan come “Roma ladrona”. Dopo lavori umili e studi interrotti in Medicina a Pavia, Bossi si avvicina inizialmente alla sinistra (iscritto al PCI nel 1975), ma nel 1979 incontra Bruno Salvadori dell’Unione Valdôtaine, fondando con Roberto Maroni il giornale “Nord Ovest”.

Nel 1984 nasce la Lega Autonomista Lombarda (poi Lega Lombarda), ispirata alla storica Lega Lombarda con logo Alberto da Giussano. Nel 1987 Bossi entra in Parlamento come “senatur”.Il 4 dicembre 1989 fonda la Lega Nord a Bergamo, unendo movimenti autonomisti del Nord (Lega Lombarda, Liga Veneta, ecc.). Nel 1990 inizia il raduno di Pontida; alle Politiche 1992 la Lega esplode all’8,2%, quarto partito nazionale.

Nel 1994 si allea con Berlusconi (Polo delle Libertà), ma fa cadere il governo dopo pochi mesi. Nel 1996 spinge la secessione della Padania ottenendo il 10%. Torna con Berlusconi nel 2001 (Casa delle Libertà), diventa ministro delle Riforme, ma un ictus nel 2004 lo segna gravemente. Nel 2008 rientra al governo, ma nel 2012 si dimette da segretario Lega. Negli ultimi anni è rimasta una voce "saggia" e ascoltata del Carroccio. Un battitore libero, come sempre.