VENEZIA - Container fermi in mare e merce bloccata in magazzino, per un valore di un milione di euro, in attesa di essere spedita nei Paesi del Golfo. C'è forte preoccupazione nel quartier generale di Lago, a Galliera Veneta. L'azienda padovana produttrice di wafer, biscotti e merende fatturato superiore ai 115 milioni, con 280 dipendenti esporta il 60% del proprio fatturato, è presente da 25 anni in Medio Oriente, dove negli ultimi tre anni ha visto crescere il proprio business con un tasso annuo del 10%, anche grazie al consumo di dolci e allo sviluppo economico che ha coinvolto l'intera area.
Oggi, a causa del protrarsi dei blocchi navali nello stretto di Hormuz, sono fermi in mare cinque container. Erano partiti prima dello scoppio della guerra. Altri 23, invece, sono fermi, nei magazzini dell'azienda, dove si cerca, con fatica, di sbloccarli un po' per volta. Sette di questi dovrebbero partire nei prossimi giorni. Ma le difficoltà non riguardano solo la situazione di stallo. È diventato assai complesso tracciare i container in viaggio, perché le navi viaggiano spesso con i trasponder staccati, per evitare di fungere da bersaglio. Per non parlare dei costi del trasporto marittimo, che sono raddoppiati poiché manca la copertura assicurativa, e delle esose tariffe della tratta via terra, fino ad oggi inusuale.











