La crisi nel Golfo Persico ha aperto un secondo fronte che riguarda direttamente le forniture globali di materie prime e prodotti agricoli. Mentre lo Stretto di Hormuz resta bloccato, la Cina ha avviato restrizioni alle esportazioni di prodotti raffinati e fertilizzanti, privilegiando il mercato interno. Le conseguenze dei blocchi dell’export cinese si stanno già facendo sentire in Asia e in Australia, e potrebbero presto toccare anche l’Europa.

La Casa Bianca sarebbe cautamente ottimista sull’iniziativa diplomatica volta chiudere la guerra con l’Iran. A riferirlo, è stata ieri la Cbs. Sempre ieri, era attesa, secondo Reuters, la risposta ufficiale di Teheran al piano di pace presentato dall’amministrazione Trump. Risposta che, nel momento in cui La Verità andava in stampa, non era ancora arrivata. Per ora, l’unica cosa certa è il crescente peso politico di JD Vance.

La guerra in Ucraina e il confronto militare con l’Iran stanno progressivamente saldandosi in un’unica dinamica strategica, trasformando due crisi separate in un confronto globale tra potenze. L’intesa politica, economica e militare siglata tra l’Arabia Saudita e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky indica che Riad non intende più mantenere una posizione di equidistanza e punta a rafforzare il proprio peso diplomatico ed energetico con un ruolo più attivo anche nel dossier ucraino.