Lo stop al traffico marittimo nel Golfo arriva nel momento clou della campagna floricola italiana, con circa mille container destinati ai Paesi del Medio Oriente e ordini già in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata.
Alcune spedizioni in viaggio sono state deviate verso l'India, con il rischio di dove buttare l'intero carico.
A pesare sono anche le scelte delle principali compagnie di navigazione che evitano il Canale di Suez, allungando tempi e costi delle rotte.
Lo fa sapere all'ANSA la Coldiretti nell'ambito della prima missione di due giorni a Buxelles della Consulta Nazionale Florovivaismo, che riunisce i rappresentanti delle 18 regioni italiane in cui è attiva.
Il florovivaismo, infatti, è uno dei settori più colpiti dalla guerra in Iran, una tempesta perfetta dovuta dalla deperibilità dei prodotti, dalla necessità di usare più input di produzione, dai fertilizzanti al gasolio, fino alle materie plastiche che fanno lievitare i costi. Molte aziende hanno denunciato che i fornitori soprattutto di materie plastiche, quindi vasi e impianti di irrigazione, hanno già annunciato corposi aumenti per i prossimi ordini collegati all'incremento delle materie prime derivate dai prodotti secondari della raffinazione del petrolio.







