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19 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:52

Alla fine l’Autorità Garante delle comunicazioni, sollecitata da settimane, ha battuto un colpo. Quindi esiste e lotta insieme a noi, verrebbe da dire parafrasando un vecchio slogan post-sessantottino. Perché il dubbio di questa campagna elettorale era stato quello di sempre; che ne è della par condicio, dov’è l’Agcom? Con gli ultimissimi episodi di infrazione su Rete4 e le furbe modalità notturne di garantire al No una presunta parità di trattamento sulle reti Mediaset, si era avuta insomma la sensazione che l’Agcom non ci fosse o che si fosse addormentata. Le ingiunzioni last minute a Rete4 e Nove, per quanto sacrosante, giungono però in ritardo e solo a parziale compensazione dei danni fatti da vari attori lungo tutta la campagna. Ciò anche per un sistema di rilevamento, affidato a Geca Italia, che elabora dopo 4 giorni i dati dell’ultima settimana rilevata e che in campagna elettorale tralascia di monitorare gli esponenti politici come pure andrebbe fatto: un minuto di parola di un politico di terza fascia non pesa quanto lo stesso tempo utilizzato dalla premier o da un leader. Un sistema da rivedere, sperimentando magari anche altre società per un monitoraggio più incisivo e puntuale.