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Ultimo aggiornamento: 13:17

Un “garante” segue l’altro: 150mila euro di penale comminati dalla Commissione per la “Privacy” (con i voti dei consiglieri di destra ma anche del presidente Pd e del membro Cinque Stelle) a Sigfrido Ranucci di Report per colpire la libertà d’informazione; poi fino a 2 milioni di euro che la Commissione sugli scioperi vorrebbe togliere alle 8 Confederazioni (Cgil, Usb, Cobas, Unicobas, Cub ed altri) che hanno proclamato lo sciopero generale del 3 ottobre per Gaza e a ognuna delle loro articolazioni di categoria (circa 40 differenti soggetti giuridici). I “garanti” sono delle autocrazie, manganelli del governo e dei poteri forti?

Nel merito dello sciopero, va detto che l’illegittima aggressione armata da parte dello Stato di Israele contro imbarcazioni civili (diciotto delle quali battenti bandiera italiana) in navigazione per Gaza, avvenuta il primo ottobre (quando abbiamo proclamato lo sciopero), ha imposto l’obbligo morale di chiamare i lavoratori italiani a manifestare con urgenza per l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori imbarcati nella Global Sumud Flotilla, impegnati in azioni umanitarie di solidarietà verso la popolazione palestinese, vittima, come ritenuto dall’Onu, per due anni, di un attacco militare indiscriminato che ha ucciso 80mila persone, prevalentemente civili, fra le quali almeno 20mila minori, con centinaia di migliaia di feriti privati persino di medicinali, cibo e acqua potabile.