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Ultimo aggiornamento: 9:26

di Francesca Carone*

In questo momento storico dove la barbarie mediatica insidia e fomenta l’opinione pubblica, dove la libertà di espressione viene confusa con l’incitamento all’odio e alla violenza. Dove la pericolosa miscellanea di idee politiche trova sfogo e riflesso nelle propagande retrodatate e fortemente disconnesse dai valori sociali e culturali fondati sulla democrazia e sulla civile convivenza tra esseri umani, siano essi ricchi o poveri, istruiti o ignoranti, credenti o atei. In questo frangente tutto confluisce nel tritatutto mediatico che assolve o condanna in tempo reale. Minaccia o uccide (virtualmente), insulta o elogia. Odia o ama attraverso lo scrollamento del cellulare nel tempo di un micro secondo.

Tutti parlano, tutti giudicano (spesso) per sentito dire. Tutto diventa virale: una frase, un’espressione, un’apparizione in TV, una critica, uno scandalo.