Da quando Giorgio Mulè ha stroncato Henry John Woodcock a Piazzapulita è diventato uno dei pesi massimi del fronte del "Sì" al prossimo referendum sulla giustizia. Sempre su La7 - questa volta a In Onda - il forzista si è trovato a dibattere con i due conduttori: Marianna Aprile e Luca Telese. Ma non ha avuto problemi a far valere le sue ragioni e a lasciare senza parole i padroni di casa.
"Prendo il dato delle ingiuste detenzioni - ha esordito così Mulè -, spiegatemi in quale paese normale ci sono 32.000 cittadini risarciti per ingiuste detenzioni in 30 anni, 6485 in 6 anni, in cui andate a vedere i dati della sezione disciplinare, la mano lieve è lievissima, e mi dite qual è il paese in cui c'è il 3 per 1 della giustizia per cui ne arresti 3 e ne condanni 1, e alla fine non paga nessuno di quei magistrati con le ingiuste detenzioni che sono costate 228.000 in 6 anni".
PIAZZAPULITA, MULÈ INCHIODA WOODCOCK: "ERA IL SUO GEMELLO?". COSA SCRIVEVA IL PM SUL "FATTO"
Il confronto tra Giorgio Mulé ed Henry John Woodcock è stato un "massacro" mediatico sotto tutti...
"Ma i magistrati non applicano le leggi fatte dal governo?", lo ha interrotto Marianna Aprile. "No - la replica del forzista -, i magistrati devono vedere esattamente, quello è il punto. Perché quando un pubblico ministero chiede a un giudice per le indagini preliminari di arrestare 150-200 persone, e il giudice non valuta serenamente quelle prove e li mette tutti in galera, lo fa perché ha esattamente quella mancanza di serenità, quell'assoggettamento, quel vincere facile che il dottor Woodcock ha candidamente ammesso perché fanno la stessa scuola, frequentano gli stessi compleanni, le stesse feste..."








