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Ultimo aggiornamento: 16:58

di Enza Plotino

Con certezza ormai granitica, possiamo dire che questa “ordalia” come la chiama Meloni, una novità l’ha portata eccome! Ha avvicinato mondi che fino a ieri erano lontani, ha permesso alla magistratura di poter trovare un piano di comunicazione che potesse essere comprensibile per tutti, ma anche ha reso evidente a tutti che sono le leggi che dirigono la “penna” dei magistrati e non il contrario. Se la nostra Presidente del Consiglio voleva confondere le acque per “normalizzare” il ruolo dei magistrati imputando loro tutti i fatti di cronaca nera e di malagiustizia attuali, ebbene non mi pare ci stia riuscendo, anzi sta succedendo l’esatto contrario.

Lo abbiamo plasticamente visto martedì sera, ad Olbia, in Sardegna, durante un’iniziativa della Cgil Gallura sulle ragioni del No al referendum, che ha reso evidente, grazie al contributo di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano da una parte e al prezioso apporto tecnico giuridico dei magistrati e degli avvocati presenti dall’altra, come la realtà degli esempi, dei fatti portata da Travaglio, unita alla disponibilità a far comprendere il proprio ruolo e i propri organismi decisionali della magistratura, dà modo a tutti noi cittadini e cittadine di poter capire che si può stare da una sola parte. Quella del rispetto della legge e della Carta costituzionale.