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Ultimo aggiornamento: 8:03 del 22 Luglio
Una delle domande che molti commentatori in questi anni si sono posti è come mai il governo e in particolare la presidente del Consiglio continuassero a godere di immutato consenso nei sondaggi pur di fronte all’impoverimento della popolazione, all’aumento delle tasse, alle spese per le guerre e all’immobilismo politico? Alcuni si sono scervellati con varie ipotesi tra cui, da quello che ho letto, ne prevalgono due: una che proprio l’immobilismo, il non fare riforme, pur annunciandole continuamente, sia rassicurante per una fetta della popolazione che non vede scalfire i suoi privilegi e rendite di posizione quali piccole evasioni fiscali o sotterfugi vari per arrotondare; la seconda che la sua propaganda sia molto efficace a nascondere i problemi.
Vorrei proporre una terza ipotesi. A mio avviso, in base a come funziona la mente umana, le prese di posizione politiche non avvengono solo sul versante razionale ma soprattutto su quello istintivo e parzialmente su quello emotivo.
A questo punto occorre introdurre alcune nozioni di anatomia. Il cervello dell’uomo derivante dall’evoluzione è strutturato in tre strati che si sovrappongono. Alla base esiste un cervello detto rettiliano (cervelletto, troco encefalico, gangli della base, neuroni presenti a livello del sistema gastrointestinale) definito così perché è simile a quello presente nei rettili che controlla le esperienze istintive quali la fame, la sete, il sesso, risposta di attacco e fuga, dominanza e sottomissione. Sovrapposto troviamo il cervello emotivo simile ad altri mammiferi come gatti e cani (amigdala, ippocampo, ipotalamo, cingolo e corpi mammillari) che controlla le emozioni, le motivazioni, la memoria e il sistema dell’attaccamento e della cura. Solo nell’uomo poi troviamo estremamente sviluppato il cervello razionale (neocorteccia coi suoi due emisferi) con le funzioni cognitive come il ragionamento la coscienza la pianificazione e il pensiero astratto.






