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Ultimo aggiornamento: 15:59

di Giuseppe Criaco

Mercoledì il Corriere della Sera in una operazione “di supporto istituzionale” offre a questo governo una delle sue penne migliori (Antonio Polito) per spiegare ai lettori moderati del suo giornale perché è giusto votare Sì! Nell’attesa di leggere analogo e autorevole contributo per il No!, in punta di piedi vi spiego perché dissento dal foglio di via Solferino.

“La Riforma giova al Paese”, esordisce l’editoriale. Ed in cosa mi chiedo, se è tutta giocata sui nuovi rapporti di forza tra il potere politico e la magistratura. L’autorevole Polito non lo dice. Ma è evidente che non giova nella celerità e nel numero dei processi, e nemmeno in una migliore organizzazione degli uffici giudiziari. E questo lo affermano autorevoli esponenti della maggioranza i cui i video abbondano in rete. Li smentite? “La Riforma attua e completa la Costituzione, che già contiene la separazione delle carriere”. Altra affermazione che non dice però che questa Riforma nasce già mutilata di “legittimità costituzionale” in quanto pensata, vestita e imposta dal governo senza alcuna possibilità di modifica da parte del Parlamento. In pratica un decreto legge che si eleva a rango di Fonte costituzionale. In spregio dei valori condivisi.