Il Venezia domina il Padova e regala un'altra notte magica dal sapore sempre più intenso di Serie A. Ennesima grande prestazione casalinga e 3-1 bugiardo per difetto, da parte di un team arancioneroverde che nel derby non ha tremato nemmeno per un'istante. Lo specchio di ciò che Giovannino Stroppa sta costruendo in laguna è ovviamente una classifica da stropicciarsi gli occhi, con un Venezia a quota 67 punti, di nuovo a +3 sul Monza che non è andato oltre lo 0-0 a Reggio Emilia, ma a far sorridere è anche l'ulteriore frenata del Palermo, ripreso sul 2-2 al Barbera dalla Juve Stabia (nonostante il 21. gol di Pohjanpalo) e sprofondato a -9. Ovviamente in attesa del Frosinone, al momento a -8 e in campo stasera in casa contro il Bari. Per il Venezia fatiche ripagate ma non ancora finite, innanzitutto poiché prima dell'ultima sosta stagionale sabato prossimo 21 marzo è in programma il faccia a faccia prima-seconda a Monza (U-Power Stadium ore 17.15), trasferta "quasi libera" poiché i residenti in provincia di Venezia potranno acquistare i biglietti solo per il settore ospiti e purché possessori della "Venezia Fc Supporters Card".
Sul piano calcistico, invece, si è effettivamente rivelata quasi impari, una sfida che già prima del fischio d'inizio poteva sembrare dal pronostico scontato o quasi, vista l'enorme differenza di punti in classifica (64 contro 34, forbice allargatasi ancora) a favore di un Venezia miglior squadra casalinga del torneo, avendo conquistato 39 dei 45 disponibili al Penzo. Ciò, nonostante al tempo stesso il Padova si sia presentato con un biglietto da visita di 18 punti ottenuti nelle 15 sfide esterne rispetto ai 16 all'Euganeo. Un Venezia ripresentatosi a Sant'Elena (indossando la terza divisa, quella più "unionista" amata dai tifosi) dopo lo 0-0 agrodolce in casa della Sampdoria, segno X che aveva fatto salire a 9 le gare consecutive in trasferta senza sconfitte (6 vittorie e 3 pareggi), filotto che ha eguagliato la seconda più lunga serie di imbattibilità fuori casa del club in Serie B, durata per 9 match di fila tra il febbraio e il settembre 1957. Segnali positivi confermati con una partenza aggressiva, tuttavia quasi subito Busio e compagni hanno capito di doversi armare anche di pazienza, innanzi al 5-4-1 difensivo di un Padova concentrato e letale in raddoppi e chiusure. La resistenza biancoscudata inizia a scricchiolare negli ultimi dieci minuti prima dell'intervallo, finalmente vanificata al 41' quando Svoboda di testa punisce l'errata uscita di un Sorrentino un attimo prima decisivo su Lauberbach.






