VENEZIA/PADOVA - Un derby double face: c'è chi respira da tempo l'aria pura e cristallina della vetta della classifica, e chi invece comincia a sentire da lontano i poco rassicuranti odori della zona pericolo, da cui è bene stare lontano. Venezia-Padova, stasera (ore 20) al Penzo, si conferma per ciò che è sempre stato: un match mai banale, tra due squadre che hanno fatto la storia del calcio a Nordest, ora proiettate di nuovo in un futuro consolidato nel calcio che conta.

Stavolta la sfida più attesa della stagione dai tifosi potrebbe essere uno spartiacque nel destino di entrambe: vincerlo per la squadra di Stroppa, significherebbe presentarsi allo scontro diretto di sabato a Monza potendo contare su due risultati utili su tre, per mantenere la leadership. Sul fronte biancoscudato, uscire da Sant'Elena con i 3 punti in tasca allontanerebbe invece la squadra di Andreoletti da quella zona playout verso cui è stata ultimamente risucchiata e ora distante solo 3 punti, complici un pareggio e due sconfitte consecutive nelle ultime tre gare.

Il Venezia ci arriva più leggero, la testa sgombra da pensieri, frutto di una consapevolezza da grande squadra. Maturata nel tempo e consolidata dai risultati (una sconfitta e due pareggi nelle ultime 15 partite) che l'hanno spinta in cima alla classifica, dove si è insediata ormai da 9 giornate, dopo un avvio con qualche inciampo di troppo. «Ragioniamo sempre partita dopo partita - predica prudenza il tecnico Giovanni Stroppa -, cercando di fare più punti possibile. Il Monza è talmente troppo lontano nei miei pensieri che "la" partita è quella di domani. Quindi, ci sarà la miglior squadra possibile e i migliori giocatori da poter schiarire, il derby è troppo importante. Il Calcio Padova poi è una squadra temibile, tra l'altro mi sembra abbia fatto più risultati in trasferta che in casa. Il derby è il derby, quindi aperto a tutto. A maggior ragione dobbiamo essere concentrati e fare la nostra partita».