PADOVA - Sovvertire un pronostico che sulla carta concede poche speranze non è impresa da poco, ma provarci non costa nulla. Ci sarebbero mille motivi per considerare il derby di questa sera al Penzo con il Venezia (arbitro Valerio Crezzini di Siena) la classica "missione impossibile", considerati i valori tecnici e gli investimenti economici decisamente diversi, la supremazia sugli spalti del pubblico di casa, il diverso stato d'animo legato agli ultimi risultati e ripensando al copione dell'andata, però al tempo stesso è anche vero che proprio nei momenti difficili i biancoscudati non hanno mai tradito. Tutto questo senza dimenticare che la truppa di Andreoletti è stata capace nel recente passato di andare a vincere nella tana del Monza.

Va da sé, comunque, che per uscire indenne dal match di stasera servirà sicuramente un Calcio Padova dal piglio diverso rispetto a quello visto all'opera nelle ultime gare perse con Avellino e Catanzaro sia sull'aspetto caratteriale che a livello tecnico e di concentrazione, al cospetto di un avversario di grande qualità e capace di sfruttare ogni minima sbavatura.

Scintille in campo, ma sugli spalti come all'andata sarà un derby penalizzato dal divieto di trasferta per i tifosi ospiti disposto dalla prefettura lagunare e confermato ieri dal Tar del Veneto che ha respinto il ricorso presentato da Appartenenza Biancoscudata, che così ieri ha reagito alla decisione: «Il Tar ha respinto il ricorso adducendo la fragilità della città di Venezia. Peccato che in città le tifoserie ospiti non ci passino e l'alta probabilità di scontri tra le due tifoserie non è riscontrata da dati oggettivi. Peccato che il percorso dal parcheggio di Marghera al settore ospiti dello stadio si effettui in barca e in acqua è piuttosto difficile e improbabile fare scontri. È evidente che vietare è molto più facile che gestire. Impedire a un'intera tifoseria di andare in trasferta è più facile e conveniente che provare a evitare che accadano situazioni spiacevoli. Non ci fermeremo e ogni volta ci sarà un divieto lo valuteremo con molta attenzione. Ringraziamo chi, anche con una sola dichiarazione, si è schierato con noi. Ringraziamo anche chi è rimasto in silenzio e ci ha dato delle conferme».