PADOVA - La politica protesta e i tifosi fanno ricorso nella speranza di ricevere in extremis il semaforo verde per potere assistere al derby di martedì sera a Venezia. Nella giornata di ieri Appartenenza Biancoscudata, affidandosi agli avvocati Giovanni Adami e Daniele Labbate, ha depositato al Tar del Veneto il ricorso contro la determina prefettizia che, in attuazione delle decisioni del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, ha vietato la trasferta ai sostenitori padovani sulla falsariga di quanto era avvenuto all'andata a parti opposte per la sfida all'Euganeo.
Nelle sue motivazioni la richiesta di annullamento riprende molti degli argomenti già trattati dallo stesso organismo della tifoseria nella nota con cui si era appellata ai sindaci delle due città e ai relativi prefetti affinché la partita potesse essere giocata senza limitazioni sugli spalti. Il divieto di trasferta viene giudicato da Appartenenza "non giustificabile sul piano logico, giuridico e costituzionale". "Si basa – aggiunge – su un episodio isolato e già risolto, ignora vent'anni di assenza di violenza, non considera i modelli organizzativi già in atto, non presenta dati attuali, introduce una misura sproporzionata e discriminatoria, punisce migliaia di persone innocenti e contrasta con i principi fondamentali della nostra Costituzione. Non tutela la sicurezza, ma la sacrifica a favore di una punizione collettiva".






