PADOVA - Ora c'è da preoccuparsi per davvero. La terza sconfitta di fila in un derby praticamente a senso unico ha fatto scivolare i biancoscudati a ridosso della zona playout e aperto più di qualche crepa a livello tecnico e psicologico. Troppo forte il Venezia capolista per questo Calcio Padova incerottato che ha saputo reggere l'urto per un tempo ma che poi, tradito da Sorrentino in avvio di ripresa, si è di fatto consegnato agli avversari.
A complicare ancora di più gli scenari c'è anche il calendario visto che i prossimi due avversari sono Palermo e Frosinone. Ecco che diventa fondamentale recuperare tutte le energie (e gli infortunati), tenere alla larga la negatività e ritrovare lo slancio dei giorni migliori, con la consapevolezza che da qui in avanti la strada sarà tutta in salita e che per conquistare la salvezza servirà una grande forza d'animo oltre che uno spirito battagliero.
Andreoletti è tornato all'antico a livello tattico scegliendo il 3-5-2, modulo speculare al Venezia, che in fase di non possesso si trasformava in 5-4-1 (Buonaiuto largo a sinistra e Lasagna unico riferimento in attacco). Cinque i cambi rispetto al ko di sabato con il Catanzaro con la novità del debutto dal primo minuto del giovane Giunti in mezzo al campo. Schierati nel primo tempo a favore di vento i biancoscudati sono stati subito costretti ad arginare le folate offensive di un Venezia tutto straniero nelle scelte iniziali di Stroppa e guidato dalle geometrie dell'americano Busio.






