VENEZIA - All’interno del Collegio Romano, illuminato dal tricolore nella Giornata dell’unità nazionale, ieri il ministro Alessandro Giuli ne ha celebrato i 165 anni con orgoglio patriottico: «Un’identità che si fonda sulla coesione». Altro che la crepa che ormai da una settimana si è aperta nei rapporti fra il ministero della Cultura e la Biennale di Venezia, per la presenza della Russia alla prossima Esposizione Internazionale d’Arte, di cui domani ai Giardini sarà svelato il riqualificato Padiglione Centrale, con l’annunciata partecipazione di non meglio precisate «autorità» nell’attesa che la linea di governo sulla vicenda venga definita in un incontro con Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. In questo clima di guerra fredda, sullo sfondo di conflitti reali, Ca’ Giustinian ha confermato di aver inviato «l’intera documentazione richiesta» attraverso una nota tanto stringata quanto secca: «Si coglie l'occasione per precisare che nessuna norma è stata violata e che le sanzioni verso la Federazione Russa sono state rispettate integralmente come da nostro dovere».

Biennale, protesta anche contro la partecipazione di Israele: lettera a Buttafuoco con quasi 200 firme