Aumenti sì, ma non uguali per tutti. Parliamo di carburanti, con prezzi in crescita in tutta Europa dopo l’inizio dei bombardamenti israelo-statunitensi sull’Iran. E della risposta a suon di missili e droni lanciati dai Pasdaran contro svariati Stati arabi del Golfo Persico. Secondo i dati della Commissione Europea (aggiornati al 9 marzo) analizzati da «Facile.it» confrontandoli con quelli precedenti al conflitto (23 febbraio), l’Italia è messa meno peggio di quanto possiamo pensare. I rincari nel nostro Paese sono del 5,5% per la benzina e del 9,8% per il gasolio, contro una media europea dell’8,9% per la benzina e del 16,8% per il gasolio.
Carburanti, prezzi alle stelle alla pompa: le richieste dei consumatori
La vetta della classifica spetta alla Germania (13,8% benzina, 24,8% diesel), seguita a breve distanza dall’Austria (13,2% e 22,8%). Da quel punto, le graduatorie per i due carburanti sono disgiunte: i finlandesi pagano la benzina il 12,5% in più la benzina (terzo posto), ma «soltanto» il 17,5% in più il gasolio (ottavo posto); gli spagnoli, spendono l’8,8% in più per la benzina (quinto posto) e il 15,6% in più (undicesimo posto) per il gasolio; i francesi pagano la benzina il 7,8% in più (ottavo posto) e il gasolio il 18,4% in più (sesto posto).









