Gli automobilisti più danneggiati dal caro carburanti per l’escalation in Medio Oriente sono i tedeschi. Nel giro di tre settimane, tra il 23 febbraio e il 9 marzo, i prezzi sono aumentati del 13,76% per la benzina e del 24,82% per il gasolio.

Eppure, il prezzo finale non è il più alto in Europa. Perché in Olanda, un litro di benzina o di gasolio - la differenza è minima - costa quasi 2,2 euro. A differenza dei 2,1 euro che si trovano in media nelle stazioni in Germania.

Il monitoraggio Ue

È ciò che emerge dalle rilevazioni della Commissione europea. Rilevazioni indirette, ovviamente, che si basano sui dati comunicati dai singoli Paesi. Dall’Italia, ad esempio, arrivano dal ministero dell’Ambiente, che ogni sette giorni fa il punto sui prezzi alla pompa (al ministero delle Imprese, invece, tocca il monitoraggio quotidiano).

La Commissione europea si occupa di raggrupparli. E dà quindi la possibilità di offrire un quadro preciso per capire chi sta pagando di più ciò che succede dalle parti dello stretto di Hormuz.