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17 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:00

I combustibili fossili non solo costano all’Italia la dipendenza energetica che oggi la fa trovare esposta davanti al conflitto il Medio Oriente (Leggi l’approfondimento), ma in 15 anni – dal 2011 a oggi – è arrivata ad almeno 436 miliardi di euro la spesa complessiva per i sussidi ambientalmente dannosi, i cosiddetti Sad. Il governo Meloni ha speso 48,3 miliardi di euro in questi sussidi nel 2024 (ultimi dati disponibili), destinati a 76 voci tra attività, opere e progetti connessi, direttamente e indirettamente, alle fossili e alle attività inquinanti. Una crescita rispetto all’anno precedente che, escludendo quelli straordinari legati all’emergenza bollette, stimava 45,3 miliardi di euro. Nel rapporto “Stop sussidi ambientalmente dannosi 2026”, che Legambiente presenta oggi in un webinar organizzato in collaborazione con ReCommon, i conti non tornano: nel Catalogo dei Sussidi ambientalmente dannosi e favorevoli del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ci sono 18 voci di sussidi non quantificate, 14 voci assenti (per 11,9 miliardi di euro non contabilizzati), 11 voci senza corrispondenza con i documenti della Ragioneria dello Stato (per 377,2 milioni di euro ingiustificati) e 18 Sussidi ambientalmente incerti (per 26,4 miliardi esclusi da qualsiasi piano di rimodulazione). Carenze dei dati raccolti che impediscono una reale quantificazione, rimodulazione ed eliminazione di questi sussidi.