Nel 2024 il governo Meloni ha speso 48,3 miliardi di euro in sussidi ambientalmente dannosi (Sad) destinati a 76 voci tra attività, opere e progetti connessi, direttamente e indirettamente, alle fossili e alle attività inquinanti.

Una cifra in crescita rispetto all'anno precedente che, escludendo i sussidi straordinari legati all'emergenza bollette, stimava 45,3 miliardi di euro.

In 15 anni - dal 2011 (anno di inizio del monitoraggio dell'associazione) ad oggi - la spesa complessiva per questi sussidi ha raggiunto almeno 436 miliardi di euro. A fare i conti è Legambiente che in una nota chiede un netto ripensamento delle politiche di incentivazione energetica.

Secondo le stime dell'associazione, sono 23,1 miliardi di euro di Sad che potrebbero essere eliminati e 25,2 miliardi rimodulati entro il 2030, liberando risorse da investire nella transizione energetica e in settori strategici legati al welfare, alla qualità della vita, alla sanità e all'innovazione.

Da qui la richiesta all'esecutivo di politiche strutturali per accelerare rinnovabili ed efficienza energetica, a partire dagli edifici pubblici e privati, riducendo la dipendenza dal gas fossile e proteggendo famiglie e imprese dall'instabilità dei prezzi energetici.