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3 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:05
Con 137 voti favorevoli e 85 contrari, la Camera ha convertito in legge il decreto Terra dei Fuochi, testo di 15 articoli con cui si stanziano 15 milioni di euro per il 2025 destinati agli interventi di ripristino ambientale e bonifica dei siti contaminati, affidati al Commissario unico. I partiti di Governo esprimono soddisfazione, ma per l’opposizione si tratta di un’occasione persa sotto molti punti di vista. Perché si inaspriscono le pene (sono stati evitati i tentativi di depotenziare l’efficacia delle nuove sanzioni contro abbandoni, discariche abusive e spedizioni illegali di rifiuti), ma le risorse economiche sono insufficienti (si prevede uno stanziamento pluriennale da 60 milioni) e per molti non si colpisce il sistema. Dunque, la legge c’è, ma divide, anche perché sono diverse le proposte e le richieste che arrivavano dai territori di cui, alla fine, non c’è traccia del testo definitivo. Eppure, per la premier Giorgia Meloni “la lotta alla camorra e ai trafficanti di rifiuti compie un nuovo passo fondamentale. Non si tratta di un semplice traguardo legislativo, è una promessa mantenuta con i cittadini di Napoli, di Caserta e di tutta la Campania, per restituire loro un ambiente pulito e sano in cui vivere”. Ma va all’attacco il vicepresidente della Camera, Sergio Costa: “La vera vergogna è che in questa legge non c’è una sola parola sulla salute delle persone: zero biomonitoraggio, zero sorveglianza sanitaria, zero sostegno per le cittadine e i cittadini che pagano sulla propria pelle decenni di inquinamento”.






