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Ultimo aggiornamento: 9:13

Alluvioni e frane in Italia sono costate, dal 2015 al 2024, più di 19 miliardi di euro, ma in questi dieci anni i governi in Italia hanno stanziato per le regioni colpite 3,1 miliardi di euro, coprendo appena il 17% dei danni totali. Anche sommando i contributi del Fondo di solidarietà europeo, le misure di compensazione arrivano ad appena 4 miliardi. È quanto emerge nel nuovo report “Quanto costa all’Italia la crisi climatica?”, elaborato da dall’unità investigativa di Greenpeace Italia e pubblicato in anteprima online da ilfattoquotidiano.it. Elaborando i dati del Dipartimento della Protezione Civile, la ong ha stilato una classifica delle regioni maggiormente colpite dagli eventi meteo-idro tra 2015 e 2024, con Emilia-Romagna, Sicilia, Lombardia, Piemonte e Veneto nelle prime cinque posizioni e una classifica di quelle che più hanno registrato danni in termini economici, guidata anche in questo caso dall’Emilia-Romagna seguita da Campania, Veneto, Abruzzo e Sicilia. Danni ingenti a cui, tuttavia, non corrispondono adeguati stanziamenti per i territori. Se la copertura media è, appunto, del 17%, le percentuali più basse tra le regioni che hanno subito più danni, sono quelle di Campania (7%) e Abruzzo (3%). “Il divario tra danni e risorse per il risanamento, il calo dei fondi spesi per la prevenzione negli ultimi anni, il ritardo nell’applicazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e il definanziamento delle misure contro le alluvioni nel Pnrr sono tutti gravi segnali che in Italia la crisi climatica non è presa sul serio” racconta Federico Spadini di Greenpeace Italia.