Nel dibattito Supercar elettrica si – supercar elettrica no, aizzato dalle recenti posizioni di Ferrari e Lamborghini può essere molto interessante andare a vedere come hanno risolto la questione alla Lotus, marchio di supercar molto sui generis, ma comunque sicuramente “marchio di supercar”, e quindi con voce in capitolo.

La loro idea? Fare qualcosa di molto diverso perché una Lotus a batteria si rivolge a un pubblico diverso da quello che di solito comprano le sportive inglesi. Ecco perché se le classiche Lotus sono sempre state piccolissime, leggerissime, con pochi cavalli e molto spartane, la Eletre è gigantesca, pesante, straripante di potenza e lussuosissima. Un cambio di paradigma radicale che quindi non rinnega il passato ma lo rivoluziona, affiancando alla classica Emira un modello diversissimo.

La Lotus classica era una cosa minuscola, nervosa, quasi anoressica: due posti, telaio di carta velina, pochi cavalli ma piazzati tutti nel punto giusto, come un pugile peso mosca che ti manda al tappeto con un jab chirurgico. Guidavi una Lotus e ti sentivi parte di una setta: asceti del volante, eremiti della pista, gente che considerava il comfort un peccato mortale e il lusso un insulto all’intelligenza.