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Ultimo aggiornamento: 11:34
Una Ferrari come la “Elettrica” – per il momento a Maranello la chiamano così, ma il nome potrebbe non essere definitivo – non c’era mai stata. Rosse con tecnologia ibrida sì e persino con carrozzeria Suv. Ma un’elettrica mai. Tuttavia, quelli di Maranello ne sono convinti: “Se vuoi essere un’azienda leader, devi poter dominare ed eccellere con ogni tecnologia propulsiva, inclusa quella elettrica. La stessa che noi interpretiamo alla nostra maniera per far divertire i nostri clienti come mai prima d’ora a bordo di una EV”, spiega Benedetto Vigna, il numero uno della Ferrari: “Crediamo nella neutralità tecnologica e abbiamo deciso di investire nella Ferrari Elettrica per confermare che possiamo far esaltare i nostri clienti con qualsiasi tipologia motoristica; e per allargare portafoglio tecnologico” (e quello clienti).
Sicché, a diversi mesi di distanza da quella che sarà la presentazione ufficiale del veicolo (programmata per primavera 2026), l’azienda del Cavallino ha deciso di invitare la stampa internazionale nel nuovo “e-building”, lo stabilimento produttivo all’interno del complesso di Maranello in cui saranno assemblate la vettura e le sue componenti: una struttura che si distingue per la particolare efficienza energetica, per la possibilità di poter produrre qualsiasi modello (termiche incluse), nonché per i punti luce naturali, le rigogliose piante e la grande ariosità interna, che dovrebbero favorire il benessere degli operai. Altra curiosità dell’e-building? Circa il 60% dell’energia generata durante le prove a banco dei powertrain viene recuperata e rimessa nella rete.








