ROMA – La prima Ferrari elettrica? Sarà l’ennesimo laboratorio del futuro. Dalle monoposto di Formula 1 alle supercar con o senza targa, sono infatti numerosissime le innovazioni che i progettisti di Maranello hanno applicato alle loro “creature”, aprendo nuovi capitoli nella storia dell’automobile. Trovate di ingegneria, meccanica ed elettronica, poi trasferite su molte sportive stradali della casa – e non solo – tanto che a citarle tutte servirebbe un’enciclopedia.

Ferrari Elettrica, svelati i segreti: ecco come è fatta la GT da 1.000 Cv e un sound mai sentito

di Gianluca Guglielmotti

L’attesissima auto a batterie del Cavallino ha un pieno di raffinatezze tecnologiche destinate a renderla unica, come il sistema che genera il suo sound in modo meccanico amplificando le vibrazioni del powertrain. Ma Ferrari è sempre stata all’avanguardia. Basti pensare al cambio al volante con le palette. Debuttò in Formula 1 nel 1989, sulla Ferrari 640 progettata da John Barnard, la monoposto che regalò a Nigel Mansell la vittoria all’esordio con la “rossa” nel GP del Brasile.

L’idea era semplice e geniale: consentire al pilota di non staccare mai le mani dal volante. Quella soluzione divenne presto la norma in pista e, dal 1997, trovò spazio anche su strada con la F355 F1, la prima Ferrari di serie dotata di cambio elettroattuato. Da lì in avanti, tutti i costruttori seguirono la scia del Cavallino.