Il Cavallino prende il largo. Ferrari, il mito su quattro ruote, il ruggito di Maranello che fa tremare l’asfalto, si è messa in testa di costruire una barca. Perché? «Perché non potevamo non farlo. Il marchio Ferrari evoca passione e competenza al servizio dell’impossibile», ha spiegato il presidente Elkann.
Un «impossibile» che si traduce in un misto di follia, genio e sfrontatezza: l’Hypersail, una barca a vela transoceanica che, a quanto pare, non ha intenzione di rispettare nessuna delle regole del mare. Verrà svelata nel 2026, ma qualcosa è saltato fuori.
La tecnica
Partiamo dai fondamentali: l’Hypersail è «full foiling». Tradotto per comuni mortali, significa che questa barca non naviga, vola. Due appendici alari sotto lo scafo, come ali di un gabbiano meccanico, la sollevano dall’acqua quando raggiunge una certa velocità, facendola scivolare sulle onde senza quasi toccarle. Roba già vista all’America’s Cup, vero. Ma qui il discorso è diverso perché si parla di una barca transoceanica, capace di attraversare mari e oceani, non di gironzolare in regate «facili».
Il primato






