Non è solo il cuore che batte troppo forte o la pressione sanguigna che scende. Non è neanche il fatto che si può sudare così tanto da disidratarsi o avere le vertigini. E neppure solo il fatto di poter andare incontro a una serie di complicazioni serie a cervello, cuore, reni e muscoli: il caldo scatenato dal cambiamento climatico può arrivare a bloccarci in casa, a renderci talmente inattivi da mettere a rischio le nostre funzioni vitali. A far suonare il campanello d’allarme è uno studio firmato dai ricercatori della Pontificia Universidad Católica Argentina e pubblicato sulla rivista The Lancet Global Health.
Quando l’inattività diventa emergenza
La ricerca dice sostanzialmente questo: “L'aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico potrebbe spingere milioni di adulti in tutto il mondo verso l'inattività fisica entro il 2050, provocando centinaia di migliaia di morti premature e miliardi di dollari di perdita di produttività”. Gli esperti la definiscono “una delle principali sfide per la salute globale”.
L'inattività fisica sta infatti per essere catalogata tra le nuove emergenze mondiali. Sono studi recenti a testimoniare che circa un terzo della popolazione adulta mondiale non aderisce alle linee guida dell'Oms, che prevedono un minimo di 150 minuti di attività fisica di intensità moderata o 75 minuti di attività fisica di intensità vigorosa alla settimana. Ma il fatto di rimanere inattivi, spiegano gli autori dello studio, “rappresenta anche uno dei principali fattori di rischio modificabili per le malattie non trasmissibili (MNT) ed è responsabile di circa il 5% di tutti i decessi tra gli adulti”.







