Ma siamo sicuri che sia un «segnale forte», come recita un’agenzia di stampa, quello che arriva da 270 sindaci italiani contrari alla riforma della giustizia proposta dal governo Meloni, firmatari di un appello per il No al referendum di domenica e lunedì prossimi? Dopo tutto i comuni italiani sono oggi 7894 e 270 rappresentano solo il 3,4 % del totale. Mettiamo pure che fra i 270 ci siano sindaci di grandi città come Roma, Napoli, Torino e Genova, ma sarà solo un caso che sono questi comuni tutti amministrati da quella sinistra che della sconfitta del Sì ha fatto una ragione di vita, un maldestro tentativo di dare una spallata al governo?

Considerato in quest’ottica, l’appello sottoscritto dai sindaci non è allora, come viene detto, un severo richiamo alla Carta, quasi come se le modifiche introdotte uscissero dall’alveo costituzionale, ma l’ennesimo episodio di una politicizzazione estrema del referendum fatta mobilitando una “macchina da guerra” e chiamando in correità tutti gli amici e i clientes del territorio. In questo la sinistra orfana del potere si sta dimostrando efficacissima. Anche a dispetto della verità. Ed anche contravvenendo proprio allo spirito con cui i padri costituenti avevano introdotto l’istituto referendario che, ai loro occhi, interpellando direttamente ogni cittadino, doveva in qualche modo integrare e superare su certi temi la rappresentanza indiretta dei parlamentari e dei partiti.