Distensione. Mediazione. Apertura. Insomma, dialogo. Non si è conclusa la vicenda della “famiglia del bosco”: loro, i tre piccoli Birmingham - Trevallion, sono ancora della casa protetta di Vasto (e anche questo è un elemento positivo, dopo ci arriviamo), mentre babbo Nathan è ospite per qualche giorno nella “casetta di nonna Gemma” che gli ha messo a disposizione un ristoratore del posto e mamma Catherine è al casorisoluta, più ferma: mica è un caso, a ben vedere, che in questa storia infinita sia venuta la famiglia di lei a dar man forte, non quella di Nat.

Ma va bene così, anzi forse è pure meglio: perché finalmente, dopo settimane di tiremmolla, dopo gli appelli, le discussioni, i pianti in tivù e le accuse sui social, ora si è a un passo dalla soluzione. Con Nathan che acconsente a un incontro riservato, non annunciato neppure alla stampa, riferito solo a cose fatte: lui a un lato del tavolo, l’assistente sociale Veruska D’Angelo dall’altro, la garante regionale per l’infanzia Alessandra De Febis unica ospite presente. Con questo papà dal pizzetto hypster e gli occhi chiari che, alla fine, abbraccia la professionista (un gesto d’istinto, d’accordo, di circostanza: ma carico di significato e, quindi, importantissimo). Con la disponibilità piena, accettata, promessa, sia sul nodo della casa che su quello della scuola che su quello della salute dei ragazzini. Con la speranza che diventa un po’ più concreta, un po’ più reale.