Se c’è una strada per risolvere l’intricata vicenda della “famiglia del bosco” passa per Nathan Trevallion. L’abbiamo detto, l’abbiamo supposto, l’abbiamo persino letto tra le righe delle ordinanze del tribunale dei minori dell’Aquila: però adesso, a chiarirlo, a Fanpage, è Tonino Cantelmi, lo psichiatra che è anche consulente di parte della coppia anglo-australiana di Palmoli. «Finalmente si sta realizzando la riunificazione di questa famiglia», spiega, «un progetto condiviso con le istituzioni».

Sì, perché è un punto fondamentale in questa gimcana di atti e misure, di polemiche e commenti (magari anche a sproposito), iniziata (appunto) con un provvedimento della magistratura e che deve finire (è la legge) nello stesso modo. «Nell’interesse dei minori» coinvolti, come ripetono le autorità giudiziarie e come sottolinea anche Cantelmi per il quale, oramai, la possibilità che i due piccoli gemellini di sette anni e la sorellina di Vasto si riuniscano assieme a dad Nat è più vicina che mai.

FAMIGLIA DEL BOSCO, LA MANO TESA DI NATHAN PUÒ SALVARE I BIMBI

La premessa è che, qualunque siano state le ragioni e chiunque siano i responsabili maggiori della situazione che...

Attenzione, però. A lui, al 51enne britannico papà di questa famiglia neorurale. Nona Cartherine Birmingham che, invece, da una settimana è stata allontanata dai suoi figli. «Si vogliono evitare contrapposizioni alla luce del malessere dei bimbi», puntualizza il professionista, «che oramai è eccessivo. Sono traumatizzati da quello che è successo. Quando li ho incontrati erano con la madre e il cucinotto e in quel contesto stavano bene, ma fuori dai legami familiari il disagio è troppo. Oramai è impossibile da ignorare anche per le istituzioni».