Il mercato dei fondi del private credit, specializzati in strumenti di debito non quotati che servono per lo più a finanziare piccole e medie imprese, continua a segnalare difficoltà. Dal primo caso di congelamento del fondo di Blue Owl Capital, infatti, ne stanno seguendo altri. Gli allarmi arrivano anche dagli investitori professionali, banche e assicurazioni in primis, che nel private credit hanno trovato buone opportunità di rendimento.

Cosa è successo

Il 20 febbraio scorso il fondo Blue Owl Capital ha vietato ai sottoscrittori di chiedere rimborsi da uno dei suoi fondi. Blue Owl, come molti operatori del private credit, è particolarmente esposto al credito verso aziende del settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale. La strategia, però, si è rivelata un boomerang quando il mercato finanziario ha iniziato a temere la capacità di molte imprese di sopravvivere alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Una sorta di cannibalismo dell’Ai che ha fatto crollare in Borsa i colossi del tech come Adobe e Oracle.

Le preoccupazioni per una velocissima obsolescenza dei business tecnologici ha dato il via a un’ondata di vendite su tutti i mercati, quotati e non quotati. Dopo Blue Owl Capital, sono emerse altre falle nei fondi americani di private credit con patrimoni miliardari, bersagliati da richieste anomale di riscatto, che hanno dovuto svalutare pesantemente le attività legate al settore software. Tra questi, Blackstone private credit (che gestisce 82,5 miliardi di dollari), un fondo di Cliffwater (33 miliardi), BlackRock Corporate lending fund (26 miliardi di dollari), Apollo e Kkr.