Mentre negli Usa imperversa l’allerta attorno al settore del private credit, l’Europa si dice tranquilla perché, sebbene esposta sul comparto, il mercato del Vecchio Continente avrebbe un profilo differente e più impermeabile alla burrasca attualmente in atto. Il rischio, però, segnalano alcuni operatori, è che la crisi che si è innescata al di là dell’Oceano con diversi operatori costretti a bloccare i riscatti dei loro fondi per evitare la fuga degli investitori (tra cui BlackRock, Apollo, Ares e Blue Owl), entri in Europa da un ingresso laterale ossia attraverso quelle multinazionali che hanno interessi e asset negli Usa. Ed è nell’ambito di questi timori crescenti che alcuni osservatori avrebbero iniziato a guardare a diverse istituzioni finanziarie europee, e tra queste ci sarebbe anche Generali. Non foss’altro perché in occasione della presentazione dei conti del 2025 Woody Bradford, ceo di Generali Investment, ha ribadito il focus sul settore: «Siamo entrati nel mercato del credito privato senior negli Stati Uniti attraverso la nostra divisione Octagon Credit Investors e poi abbiamo lanciato un’attività di collocamento secondario di credito privato qui in Europa in collaborazione con Partners Group». Una dichiarazione che ha fatto drizzare le antenne a chi monitora il comparto e ne valuta l’attuale profilo di rischio.
Generali, al test private credit con Octagon
Il Leone è esposto suls ettore tramite Conning. La società: il private debt vale solo il 3% del general account di gruppo







