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19 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 16:00
Gli advisor patrimoniali delle banche e delle società di intermediazione indipendenti hanno incassato oltre 2 miliardi di dollari in commissioni di gestione indirizzando gli investitori verso i fondi di private credit, gli stessi dai quali oggi molti investitori al dettaglio del mercato Usa stanno cercando di fuggire. Un’analisi del Financial Times basata sui documenti depositati presso le autorità di regolamentazione ricostruisce come le grandi banche come Morgan Stanley, Ubs e Bank of America Merrill Lynch e altri gestori patrimoniali indipendenti abbiano beneficiato del boom dei fondi privati rivolti agli investitori individuali prima che la situazione iniziasse a deteriorarsi a causa del timore che il settore abbia elargito soldi in maniera troppo allegra. E a settori, come quello del software, che l’intelligenza artificiale minaccia di spazzare via. Nel primo trimestre 2026, le richieste di rimborso arrivate ai maggiori gruppi del private credit, tra cui Apollo Global Management, Ares Management, Blackstone, Blue Owl e KKR, sono salite a quasi 21 miliardi di dollari.
Ma negli anni precedenti i veicoli semi-liquidi o evergreen, che consentono di depositare e prelevare denaro a intervalli prestabiliti, avevano visto un’impennata di popolarità e rappresentato una fonte di commissioni prevedibili e redditizie sia per le società di private equity che per i consulenti patrimoniali. Fondi che negli ultimi mesi stanno registrando deflussi netti per le preoccupazioni sulle valutazioni degli asset e degli standard di sottoscrizione. Lo dimostra il caso di Blue Owl Capital, costretta limitare i riscatti su due dei suoi principali fondi di private credit dopo aver ricevuto richieste di uscita senza precedenti.







