Foto di Giorgia Meloni e Carlo Nordio che bruciano in piazza.

I fumogeni che danno fuoco alle immagini si alzano durante il corteo a Roma, indetto contro il "governo liberticida e la guerra" ma anche contro il referendum e fanno salire ancora una volta i toni dello scontro sulla riforma della giustizia. "Eccessi aggressivi, lungi dall'intimorirmi", commenta il Guardasigilli che si dice pronto a proseguire "con determinazione e vigore". Sceglie invece i social la premier che rilancia un video di Stefano Ceccanti in favore del Sì: "Un costituzionalista, ex parlamentare del Pd, sicuramente non tacciabile di essere un mio sostenitore" che per la premier rappresenta "un invito ad andare oltre le appartenenze politiche e le contrapposizioni ideologiche, guardando solo al merito". Merito che per la segretaria del Pd Elly Schlein è quello al quale sono interessati i Dem e il fronte del No: "Noi il governo - dice infatti - lo batteremo alle elezioni". Stigmatizzano quanto avvenuto al corteo invece il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il presidente della Camera, Lorenzo Fontana: "inaccettabile", dice il primo mentre il secondo invita a evitare "inutili tensioni".

Più netto ancora il partito della premier: "Scende in campo l'odio rosso", scrive FdI sui social. Dal fronte delle opposizioni parla Giuseppe Conte, che condanna qualsiasi forma di "violenza" e vede però dietro l'angolo il rischio di "strumentalizzazioni". Da qui l'invito a combattere solo con la "forza delle idee". La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva al guinzaglio, con tanto di museruola, il ministro della Giustizia; la seconda rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu. Ma per le strade della capitale non ci sono stati solo i cartelloni dati alle fiamme: c'è chi avrebbe portato "una bambola che raffigura Giorgia Meloni su una barella del pronto soccorso", racconta la vicepresidente di Fratelli d'Italia alla Camera, Augusta Montaruli. Intorno, dice sempre l'esponente del partito della premier, alcune manifestanti: "Quando una donna non è della loro parte politica, improvvisamente diventa legittimo umiliarla". Manca una settimana al voto sul referendum sulla separazione delle carriere e la riforma del Csm: sette giorni ancora di campagna elettorale in un clima di crescente tensione con i partiti impegnati sul territorio. Forza Italia, che conduce la battaglia in nome di Silvio Berlusconi, ha inventato le Frecce per il sì: treni con a bordo esponenti del partito e simpatizzanti che per due giorni hanno attraversato l'Italia dal Nord al Sud.