Nuovo scontro istituzionale sul caso della famiglia nel bosco in Abruzzo: da una parte la Garante nazionale per l'infanzia Marina Terragni, che ha visitato i bambini giovedì scorso, dall'altra i servizi sociali della casa famiglia, con accuse reciproche anche sul mancato incontro tra Terragni e l'assistente sociale incaricata.
Intanto però, tra le polemiche, emerge una novità per la gestione dei minori: "gli operatori della casa famiglia - si legge in una nota del legale che rappresenta i servizi sociali - hanno ripristinato buone relazioni con i minori facendo venir meno le ragioni del disposto trasferimento e, pertanto, il Tribunale potrà ora valutare tale nuovo assetto". L'avvocata Maria Pina Benedetti, in rappresentanza del getsore del servizio sociale dei comuni dell'Alto Vastese, sottolinea che quelle della Garante sono "affermazioni non corrispondenti alla realtà" in merito "sia il funzionamento del servizio sociale che la formazione, competenza e condotta dell'assistente sociale assegnata alla trattazione del nucleo" familiare. Secondo Benedetti, "le assistenti sociali dell'Ecad 14 operano tutte con competenza, acquisita con gli studi accademici, l'esame di stato abilitante alla professione, la formazione continua, la supervisione e l'esperienza". Benedetti precisa che "la funzione ed il ruolo dell'assistente sociale non sono assimilabili a quello di un 'familiare' o di un 'amico', ma non si pone certo come 'antagonista'" e che "la differenza di lingua non è stata e non è di ostacolo. La differenza di cultura o di valori non è stata e non è di ostacolo per l'assistente sociale, che non ha mai espresso giudizi in merito".










