Guerra in Medio Oriente, il peso sulle materie prime. Cgia: «Rincari solo su petrolio e gas, ma le bollette saranno più care di 9,3 miliardi»

L'analisi dell'Ufficio studi dell'Associazione artigiani e piccole imprese sugli effetti economici del conflitto a due settimane dall'inizio dell'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran

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sabato 14 marzo 2026 di Redazione web

Un quadro «sorprendentemente stabile». Così la Cgia di Mestre (l'Associazione artigiani e piccole imprese) definisce lo stato attuale dei prezzi delle materie prime a due settimane dall'inizio della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran che sta scuotendo l'intero Medio Oriente. A segnare rincari netti, per l'associazione, sono al momento soltanto petrolio e gas. Cosa che comunque non eviterà alle famiglie italiane e venete di dover fronteggiare bollette più pesanti. «Niente a che vedere con quanto accadde quattro anni fa, dopo l’inizio dell’invasione russa in Ucraina» precisano stimano a livello nazionale un innalzamento delle bollette di gas ed energia elettrica pari a 9,3 miliardi con i rincari più sostanziosi a Roma, Milano e Napoli.