Energia elettrica, rame, ferro, alluminio e carburanti. È questa la classifica dei rincari a due settimane dall'inizio del conflitto in Iran. A quindici giorni dall'escalation in Medio Oriente, la guerra continua a farsi sentire sui prezzi globali e, in particolare, sui portafogli delle famiglie italiane. Mentre i mercati delle materie prime mostrano dinamiche diversificate, è il caro energia a guidare l'ondata di aumenti, con effetti significativi sui bilanci domestici.
Secondo i primi dati elaborati da associazioni di categoria, i consumi energetici sono tra i principali fattori di rialzo dei costi. Il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia ha segnato aumenti molto consistenti nelle ultime settimane, in larga parte collegati alle quotazioni del gas naturale, che hanno subito forti pressioni sui mercati europei. Questa impennata non è un fenomeno isolato: la Cgia di Mestre denuncia che i combustibili fossili sono quelli che hanno subito i rincari più marcati tra le principali voci di spesa. Il petrolio ha registrato incrementi che si avvicinano a livelli superiori a quelli visti in precedenti crisi energetiche recenti, mentre il gas continua ad aumentare in modo rilevante. Gli aumenti sui mercati internazionali stanno già traducendosi in costi di energia più alti per le famiglie italiane.













