VENEZIA - Non riuscirà a godere appieno della sentenza a lui favorevole, perché nel frattempo, mentre i giudici puntavano ad accertare se fosse un falso invalido, le sue condizioni di salute si sono aggravate così da rendere necessario il suo ricovero in una rsa. Lui è un cinquantenne veneziano, assunto dal 2003 come addetto al culto dalla Procuratoria di San Marco e licenziato dopo vent'anni per le prolungate assenze. Tanto che gli era stata sguinzagliata alle calcagna per circa 10 mesi, un'agenzia di investigazione privata per controllare i suoi spostamenti mentre era in malattia.

Il lavoratore, patrocinato dagli avvocati Mara Travanut di Pordenone e Flavio Tagliapietra di Venezia, si è rivolto al Giudice del lavoro di Venezia, Chiara Coppetta Calzavara, che sulla falsariga di un caso simile (avvocati Alberto Impellizzeri e Laura Possiedi) e una sentenza del 2025 ha disposto l'annullamento del licenziamento e il suo reintegro in servizio.

Il dipendente della Procuratoria, all'assunzione, era invalido al 50%: era un addetto al culto, assegnato inizialmente al museo della Basilica, dove dava informazioni ai turisti e controllava che avessero un abbigliamento e un comportamento consoni al luogo. Nel corso degli anni mansioni diverse e un peggioramento delle condizioni di salute. Viene assegnato all'ingresso della basilica, dove ci sono gradini (anche per andare in bagno) e tappeti sui mosaici che rendono pericolosi i suoi spostamenti, visto che usa una stampella per camminare e sentirsi più sicuro.