La Stella ha folgorato in Australia, ma la Ferrari non si tira indietro. Per il momento la Scuderia di Maranello è l’unica pronta e determinata a reagire all’uno-due che Russell ed Antonelli hanno assestato in Australia, prendendosi tutta la prima fila e poi i due gradini più alti del podio. Gli altri stanno ancora leccandosi le ferite affermando, soprattutto i piloti, che la nuova formula non gli piace. L’impresa riaggancio non è affatto semplice perché le Frecce d’Argento hanno marciato a Melbourne come orologi, evidenziando una superiorità marcata che riguarda vari aspetti di un progetto tutto nuovo.

Il V6 termico appare potente, spinge fino a dentro le curve; la parte elettrica è efficiente ed il sofisticato software di gestione già molto avanzato. Ma la W17 vola non solo per la power unit, anche la parte telaistica ed aerodinamica è messa bene, sfrutta al meglio le gomme e tiene la monoposto su due binari. Shanghai non è l’Australia, il circuito permanente è meno impegnativo dal punto di vista dell’energia, con tanti punti di recupero ed un solo rettilineo infinito. Vasseur è il primo che suona la carica, ma con grandissimo realismo, tanto che ha lasciato il nuovissimo continente ammettendo che c’è almeno mezzo secondo da recuperare.