Ora che il gioco si è fatto duro, i duri hanno iniziato a giocare. Questa Mercedes fa paura e dopo i proclami di inizio stagione, tra il caso del rapporto di compressione del motore e un’auto che ha giocato a nascondino per tutti i test di Bahrain e Barcellona, ha lanciato un messaggio chiaro a tutti: la vettura di Brackley vuole monopolizzare le classifiche di entrambi i titoli iridati in palio. Solo George Russell poteva perdere la prima pole dell’anno, sotto il cielo plumbeo di Melbourne, e non si è fatto sfuggire questa occasione, chiudendo davanti a tutti con un 1’18”518 senza storie e rifilando ben 785 millesimi al primo degli inseguitori: l’ottimo Isack Hadjar sulla Red Bull (3°).

La sorpresa invece la dà un Andrea Kimi Antonelli (2°) che torna in hotel dopo una giornata tormentata, iniziata col botto a fine FP3 cha ha distrutto la sua auto mentre iniziava la simulazione qualifica, saltando sul cordolo in uscita da curva-1. Oltre a questo, però, il bolognese è attualmente investigato per l’unsafe release in qualifica, dopo che i suoi ingegneri lo hanno mandato in pista all’inizio del Q3 con uno dei soffiatori per raffreddare le fiancate attaccato.

Così, se il bolognese rischia una penalità in gara — tre posizioni o, in alternativa, una semplice multa salata — i rivali sperano di approfittarne e di passare avanti. Oltre alla Red Bull di Hadjar, anche la Ferrari di Charles Leclerc (4° con 809 millesimi di ritardo da Russell) e la McLaren di Oscar Piastri (5°). Dietro ai due piloti hanno chiuso un anonimo Lando Norris (6°) e Lewis Hamilton (7° con 9 decimi di svantaggio), dopo un Q3 un po’ deludente considerando che il sette volte iridato si era piazzato spesso avanti nelle altre sessioni ufficiali. Le SF-26 non sono lontanissime dalle Mercedes e sicuramente non inferiori alle rivali, consce però che le Frecce d’Argento sono le auto da battere per tutti, soprattutto in rettilineo dove viaggiavano in alcuni tratti con 10 km/h in più mentre le SF-26 ne recuperano 4-5 km/h in curva.