Un po’ come andare sulle montagne russe, così si può definire la prima gara della nuova era di Formula 1, con la sensazione che sarà un inizio di stagione ricco di colpi di scena in gara. La prima di Melbourne è della Mercedes di George Russell (per la prima volta in carriera leader di un Mondiale), seguito da Andrea Kimi Antonelli (2°) — era dal 2009 che un italiano non finiva sul podio in Australia (l’ultimo fu Jarno Trulli con la Toyota) — per un uno-due delle Frecce d’Argento che non sarà probabilmente l’unico di stagione. Poi, però, c’è una Ferrari solida che ha saputo mettere in difficoltà all’inizio di gara la rivale e non è così lontana dal team di Brackley, sicuramente seconda forza di questo via di Mondiale. Fortissima in partenza e buona nella gestione dell’energia negli stint di gara oltreché della gomma, tanto che sia la McLaren sia la Red Bull sono entrambe state costrette alla seconda sosta.
Charles Leclerc (3°) è finito sul podio come non faceva dal passato GP di Città del Messico, poi si è visto un Hamilton (4°) di nuovo pimpante e all’apparenza lontano parente di quello «perso» l’anno scorso, come si era definito Lewis questo inverno. Spesso a stretto colloquio col suo nuovo ingegnere di pista, Carlo Santi, e pronto a dire la sua nelle scelte di strategie in gara. Una buona ripartenza dopo un 2025 da incubo per tutto il team di Maranello, che è più vicino alla Mercedes di quanto si era pensato sabato, negli 8 decimi di distacco rifilati da Russell a Leclerc, come lo stesso monegasco ha confermato: «Sono contento della battaglia del primo posto, poi il terzo era il meglio che potessimo tenere — ha detto dopo la gara — era difficile lottare con George ma il distacco è inferiore rispetto a quanto visto ieri (per le qualifiche, ndr)».










